– Celestino, tu ci credi che le stelle piangono? – dice Paride mentre fa un salto per superare un piccolo fosso che divide due campi.
– Non lo so Paride, io sapevo che la luna piange, ma le stelle non so.
– Il sole non piange perché le lacrime si asciugano prima di uscire dagli occhi, fa tanto caldo sul sole.
– Ma tu le hai viste le stelle piangere? Le hai viste davvero?
– No, ma le ha viste il mio angelo custode che ci è stato sulle stelle.
I due ragazzi camminano da molto, sono in piena campagna e sta lentamente calando la sera. Tutti e due hanno uno zainetto e un berrettino in testa, rosso quello di Paride e verde quello di Celestino.
– Paride, ma manca tanto perché mi porti nel posto dove mi porti?
– Non lo so Celestino, qui sembra tutto uguale e non so bene da che parte andare.
– Paride, ho un’idea: contiamo una conta e poi il numero che viene fuori andiamo da quella parte e troviamo il posto.
– Mi sembra una bella idea, dai contiamo!
I ragazzi cercano di fare la conta ma si ingarbugliano con le mani, allora Paride dice
– Facciamola con la bocca, diciamo dei numeri e quella è la conta.
– Si, va bene, pronti? Via!
Iniziano ognuno a dire una serie di numeri senza un ordine preciso, fino a che Celestino non esclama trionfante “Nove!”
– Bene – dice Paride – da che parte è il nove? L’hai detto tu quindi lo sai tu.
– Di là – dice Celestino avviandosi nella direzione che ha indicato.
Ormai è quasi buio e i due ragazzi camminano con lena, poi al limitare del bosco si fermano uno accanto all’altro.
– Paride, io ho un po’ di paura.
– Anche io ma sono più grande allora non ce l’ho.
– Dov’è il posto? – chiede Celestino con la voce un po’ tremante
– Lì, vieni.
Paride si ferma sotto un albero e dice – È qui – poi si stende a terra. Celestino senza dire niente si stende accanto a lui.
Stanno in silenzio a guardare il cielo, poi Celestino dice – Mi sembra di aver visto un stella piangere, mi vuoi bene Paride?
– Sì, Celestino, tanto.