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Io del Giappone non so niente
Scritto per un'iniziativa di sostegno dopo la tragedia di Fukushima. Il narratore si esprime come si esprimono i veneti abituati al dialetto.

Io del Giappone non so niente. Cioè, so poco. So che è un paese lontano da qui, dell’Asia, e che i giapponesi sono tantissimi. Che i giapponesi sono una specie di cinesi, solo che i cinesi sono tanti di più anche dei giapponesi che sono già tanti. I giapponesi non capiscono quello che parliamo noi e loro parlano che non si capisce.

Quando ero bambino, sui giapponesi, mi ricordo di uno scherzo che facevano i miei amici. Siccome che l’imperatore del Giappone si chiamava Iroito allora uno diceva – Maestà ma dove era andato che non lo trovavamo da nessuna parte? – e l’altro rispondeva – Iroito a cagare! Tutti ridevano molto e ridevo anche io ma non capivo mica perché faceva ridere se no che c’era la parola cagare che ci faceva sempre ridere da bambini. C’erano anche dei scherzi sui giapponesi ma ricordo di più quelli sui cinesi che li chiamavamo “cinciuncian” e il trasportatore cinese più famoso si chiamava “furgoncin”.

Invece dei giapponesi mi ricordo una volta in gita con le medie a Firenze che abbiamo visto tre ragazze e Bertazzo, che era ripetente e non aveva vergogna di nessuno, ha detto – Quelle sono giapponesi. Adesso gli parlo in giapponese – e  gli è andato davanti sorridendo e faceva gli inchini e diceva – Giaponese sukia sukia saionara! E le ragazze ridevano con la mano davanti alla bocca e avevano gli occhi a fessura e la faccia un po’ schiacciata però io lo invidiavo a Bertazzo che gli sapeva parlare e noialtri non ci guardavano.

A scuola una cosa del Giappone l’ho studiata perché era un tragedia. Allora, alla fine della guerra mondiale, la seconda, tutti avevano finito meno che il Giappone che voleva continuare a fare la guerra. Allora gli americani gli hanno detto un po’ di volte di smettere, poi alla fine, anche se gli dispiaceva, gli hanno tirato la bomba atomica. Hanno fatto tanto parlare di questo ma per me la questione è semplice: quando uno dei miei ragazzi fa il fastidioso io gli dico di smetterla e lui continua, allora glielo dico ancora e aggiungo che se non la smette è peggio e lui continua allora io gli tiro una sberla o un calcione conforme che è più o meno distante e lui la smette. Ecco, se mio figlio era il Giappone invece della sberla gli tiravo l’atomica. Punto. Infatti dopo i giapponesi hanno smesso di continuare a fare la guerra e si sono messi a inventare le robe elettriche che per me è tanto meglio.

Noi a casa mia non ci occupiamo di politica e abbiamo cinque televisioni. Una in cucina, una in camera da letto, una in camera dei ragazzi, una piccola in bagno attaccata in alto che guarda giù, così alla mattina mentre mi faccio la barba e alzo la testa vedo uno mattina che certe volte hanno degli ospiti che dicono sempre cose interessanti. La quinta televisione non l’ho nominata perché è a parte, è in soggiorno e è grande 80 pollici e ha l’om tiater (non so se si scrive così) col collegamento compreso nel prezzo. Siccome ho skai per la cempions mi piace quando le partite le senti come se li hai intorno e senti davanti i colpi sul pallone e senti magari in parte o didietro l’allenatore che sfancula i giocatori che non giocano bene e te ti giri per vedere se c’è ancelotti o mancini che guardano la partita con te.

Per questo noi non ci occupiamo di politica delle centrali nucleari, perché abbiamo un sacco di robe che vanno a corrente elettrica dopo dei televisori, anche l’allarme, la lavasciuga, la lavastoviglie, il forno elettrico, il bimbi, il folletto per la rumena delle pulizie, il tapirulan, tutti i fòn insomma tutto che va a corrente perché il futuro sono le cose a corrente e noi non ci occupiamo di politica ma vogliamo essere nel futuro anche noi.

Per dire che la differenza più grande è che i cinesi ci copiano le robe a noi, mentre i giapponesi se le inventano tutte e per la maggior parte sono elettriche e poi le costruiscono e ce le vendono a noi. Tante delle robe in casa nostra sono inventate dai giapponesi che perciò hanno bisogno di tanta corrente per inventare e fare i test di tutti i modelli che fanno. Dico perché adesso ho sentito che in Giappone hanno avuto il terremoto, il tsunami che è un maremoto lì da loro e adesso gli incendi delle centrali nucleari che escono le radiazioni e tanti sono morti e tanti altri si radiano e dicono che moriranno. A me mi dispiace che muoiono i giapponesi perché siamo tutti esseri umani, se non moriva mai nessuno era meglio a parte che dopo siamo troppi però mi viene questo pensiero: il futuro ci sono dei rischi che possono succedere, se hai bisogno di tantissima corrente devi fare le centrali nucleari e può darsi che un giorno si rompono e radiano.

Allora dicevo che i giapponesi hanno bisogno di più di corrente per tutte le cose che inventano che poi ci guadagnano un sacco di soldi che le vendono in tutto il mondo, per esempio la  soni, e così più guadagno  e più rischio. Come dire che loro sono tantissimi che se il rischio nucleare ogni tanto richiede che muore della gente è meglio se muore gente dove sono tanti, si vede meno come dire, che se a noi ci muore ventimila persone è tanto, da loro meno perché lo stesso ne restano tanti. Poi io le radizioni non ho paura, altrimenti uno non esce neanche di casa perché se ti passa sopra l’autobus mentre attraversi? Eliminiamo gli autobus? E gli aeroplani che cadono? E i treni che vanno fuori dei binari?

Insomma a noi basta che non ci tolgono la corrente che è il futuro, dopo che la fanno col carbone o coi pedali a me mi fa lo stesso ma basta che me la lasciano e anche per un domani che avremo ancora delle altre cose che andranno a corrente che oggi non sappiamo neanche immaginarle e quindi ci vuole ancora più corrente.  In futuro anche noi allora faremo le centrali nucleari spero, noi stiamo molto in casa quindi ci preoccupiamo relativamente.

Questo secondo me era il motivo per l’incidenti nucleari in Giappone, dopo per il terremoto e il tsunami allora non so perché ai giapponesi, penso che è sempre perché quando muore tanta gente muore in africa o in india o in giappone appunto, dove c’è tanta gente povera che lo stesso non ce la faceva. In Giappone no non sono poveri, ma adesso ho questo pensiero finale: se inoltre ai marocchini che sbarcano da noi in bassa italia arrivano anche le barche dei giapponesi che vogliono sbarcare perché sono radiati dove li mettiamo tutti?

Certe volte mi sveglio alla mattina con questo pensiero delle barche marocchine e giapponesi ma poi penso che la bassa italia è lontana da noi e non so molto neanche di quella. Poi controllo subito il stend bai della televisione in camera e vedo la lucina rossa e mi metto tranquillo perché c’è la corrente.

4 Commenti
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Adriana Giotti
6 anni fa

La contrapposizione tra uno dei disastri umani più terribili della storia e il linguaggio volutamente scarno e raffazzonato, induce il lettore a riflettere sino a che punto l’umanità sia incapace d’imparare dagli errori del passato

5 anni fa

La cosa agghiacciante è che è scritto così bene da sembrare un tema di qualcuno dei miei alunni.