Le briciole sulla tavola sono inzupppate d’acqua, ma solo quelle vicine al bicchiere rovesciato. Un angolo della tovaglia è finito nel piatto col sugo, sotto si vede il tavolo di fòrmica che mamma cerca sempre di coprire. Mamma odia la fòrmica e vorrebbe un bel tavolo di legno, ma papà dice che la fòrmica è uguale al legno e quindi è inutile comprare cose che già abbiamo.
Attorno alla tavola apparecchiata non c’è nessuno. Cioè nessuno a parte me, che sono ancora seduto al mio posto, però mi sono tolto il tovagliolo.
Le posate sporche sono sulla tovaglia, ci sono un sacco di macchie rosse di pomodoro. Le sedie delle gemelle sono completamente girate e sono finite contro il muro. La sedia di papà è a terra, rovesciata, sembra un animale che dorme.
È cominciato tutto all’inizio del pranzo, quando papà ha risposto malamente alle gemelle che chiedevano soldi per i costumi del saggio di danza. Papà non è cattivo ma proprio non ci sa fare con le femmine, pensa sempre che si comportino come i suoi amici, che quando lui gli risponde malamente gli dicono delle parolacce e poi ridono insieme. Le gemelle invece non ridono perché sono molto permalose e molto ballerine e credono che tutto il mondo si deve inchinare quando dicono “danza”. Invece papà non si inchina e dice ’sto …….di danza!
Allora le gemelle hanno inziato a strepitare, litigano sempre insieme dicendo le stesse cose nello stesso momento. Papà mangiava e diceva non rompetemi i……… e faceva apposta rumore masticando con la bocca aperta,perché sa che per loro è una cosa “orriiiiiiiiiiiibile”.
Però loro sono così, non mollano. Allora mio fratello grande si è arrabbiato e ha dettto “Smettetela tutti, voi due smettetela di fare le isteriche e tu smettila di provocarle”.
Mio fratello di solito quando parla lo ascoltano, ma il saggio di danza è la cosa più divina di tutta la divinità della danza e quindi si sono lanciate anche contro di lui. Lui ha buttato le posatein mezzo al tavolo e si è alzato dicendo “Mi è passata la fame” poi è andato via. Mamma stava zitta, lei sta quasi sempre zitta, qualsiasi cosa dica tutti se la prendono con lei, allora lei parla solo con uno alla volta e mai durante i litigi.
Papà invece fino a che c’è mio fratello grande si tiene, perché si sente come se lui lo proteggesse dalle femmine, quando mio fratello se ne va a papà gli mancano le parole e si arrabbia.
E così le gemelle si sono alzate nello stesso momento spingendo indietro le sedie, una si è girata e l’altra ha sbatttuto contro il muro. Anche loro hanno lanciato le posate sporche sul tavolo, un coltello ha colpito un bicchiere pieno d’acqua che si è rovesciato, è quello che ha fatto inzuppare le briciole.
Mentre uscivano dalla cucina parlando a mitraglia papà è diventato tutto rosso, si è alzato facendo rovesciare la sua sedia, ha perso l’equilibrio e ha rovesciato sui piatti pronti e sulla tovaglia il bicchiere di vino che teneva in mano. Poi è uscito dalla cucina incespicando sulla sedia rovesciata e dicendo delle cose che non capivo, e che avevano il suono delle cose che non si possono dire ma lui le dice lo stesso.
Ho guardato la sedia vuota di mamma, se n’era andata in silenzio perché lei dopo deve passare a spegnere tutti gli incendi.
Insomma io sono l’unico ancora seduto, mi sono solo tolto il tovagliolo. Le buone pietanze di mamma sono ancora tutte sul tavolo ma non fanno più molta voglia e io preferisco stare qui a guardare le briciole che si gonfiano d’acqua per vedere quanto diventano grandi.
Il vino di papà sgocciola dalla tavola e ha fatto una pozza rossa sul pavimento, se mi sporgo dalla sedia mi sembra di vederci riflessa la mia faccia.
Scarno, come solo i ricordi dell’infanzia possono essere, quando la felicità è una concessione dei “grandi”. Doloroso, come le parole di un bambino che ha smesso di chiedere e aspetta che qualcuno si ricordi di lui.
L’acqua e il vino versati, come in un rito irreversibile, una condanna senza appello.