Dopo aver letto Lavagna qualcuno mi ha scritto che senza pentimento sarebbe stato più forte. Questo è il seguito di Lavagna, senza pentimento.
Io, la Cami e la Luvi siamo siamo migliori amiche. Abbiamo fatto insieme tutte le elementari e adesso siamo in seconda media, ancora in classe insieme. Le nostre mamme si conoscono da tanto e pensano di conoscere anche noi.
Sbagliato.
Certo, a casa siamo brave a fare le bimbe sceme ma in realtà siamo il terrore di tutte le troie della scuola. Nessuna si mette contro di noi, tranne le nuove che cercano di fare le superiori e noi le castighiamo. Non abbiamo ancora scopato, ma qualche giretto nei bagni coi ragazzi ce lo siamo fatto, tanto per assaggiare. Però non la diamo, non siamo così ingenue. Facendo così teniamo tutti a bada, i ragazzi perché dopo l’assaggio ci sperano e le ragazze perché pensano che l’abbiamo data a tutti i più fighi e ci invidiano. Siamo brave, noi tre, a far credere quello che vogliamo.
L’anno scorso abbiamo fatto andare via la Bertoli che si stava allargando troppo, l’abbiamo tirata scema facendole pensare che la volevamo con noi, poi abbiamo iniziato a dirle ognuna che lei ci piaceva troppo e non volevamo dividerla con le altre due, poi di colpo abbiamo smesso di cagarla, fingevamo di non vederla neanche. Abbiamo chiesto a Roberti di fotografarsi il cazzo e poi gliel’abbiamo mandato come messaggio anonimo sul cellulare. Le abbiamo nascosto dei preservativi nella borsa da ginnastica e poi la Luvi, che è brava a recitare, ha chiamato sua mamma dicendo che era preoccupata perché la Sofia faceva la sfacciata coi ragazzi e mostrava delle brutte foto sul cellulare e l’aveva vista nascondere qualcosa nella borsa da ginnastica.
Poi ci siamo messe buone a goderci lo spettacolo, mamma Bertoli è venuta a parlare con la direttrice e hanno chiamato la Sofia e si sono fatti mostrare il telefono. Il cazzo sorridente di Roberti appariva in numerose posizioni e con messaggi inquivocabili, scritti dalla Cami.
Abbiamo sentito mamma Bertoli strepitare che voleva sapere chi è il ragazzo ma la figlia diceva di non saperlo e nessuno le credeva. Alla fine sono uscite dall’ufficio della preside, mamma incazzata, figlia in lacrime e preside furente. Non l’abbiamo più vista.
Quest’anno però c’è una che viene dal sud, da un cesso di posto vicino a Napoli. A noi ci fa un po’ schifo, è fuori moda, con dei capelli crespi orrendi e sembra sporca. Non parla neanche bene l’italiano, si sente che non è abituata. La guardiamo entrare in classe, la maestra la presenta e poi le dice di presentarsi e lei si impappina, capiamo solo che si chiama Rosa e che il cesso dal quale viene si chiama Casoria. Il resto si perde tra i farfugliamenti. Ci guardiamo come facciamo sempre quando scegliamo, poi la Cami sorride e annuisce: si va.
Lasciamo passare un paio di giorni, poi la Luvi le si avvicina e si presenta. Inizia a parlarle della scuola, di come sono le ragazze e i ragazzi e si offre di aiutarla ad inserirsi. Lei ringrazia ma sta sulle sue. Non importa, è un gioco lento. La Luvi è brava a fare la prima parte, quindi la lasciamo fare e la guardiamo da lontano. Un po’ alla volta Rosa inizia a cambiare, un giorno viene coi capelli sistemati, poi dopo essere uscita con la Luvi la vediamo con il vestitino che facciamo sempre comprare alle prescelte, ci piace vederla girare per scuola con la divisa, senza che lei lo sappia.
La Luvi si prende tutto il suo tempo, la veste, la pettina, la trucca leggermente e le fa grandi dichiarazioni di amicizia. Quando è cotta passiamo alla fase due, e lì entro in scena io. Aspetto che siano da sole e senza testimoni e mi avvicino urlando “brutta troia, lascia stare la mia amica!”. Lei indietreggia spaventata e la Luvi si mette in mezzo per difenderla, io la aggredisco fingendo come abbiamo fatto tante volte. Viste da fuori siamo due che si odiano e se le danno a nastro, mentre la terza assiste con gli occhi sbarrati.
Poi la Luvi se ne va piangendo, io le dico “sparisci troia!” e me ne vado.
Deve ancora capire bene cosa sia successo e arriva la Cami per l’ultimo atto. Finge di passare per caso, la vede sconvolta e le chiede come sta. Rosa inizia a farfugliare e la Cami le scodella la storia che io sono molto gelosa perché la Luvi dice che è la sua migliore amica ma poi la tradisce con tutte. Rosa non capisce bene la storia dei tradimenti, non capisce se sono amiche o innamorate e non capisce lei cosa c’entra. La Cami fa l’occhio lucido e le dice che una volta erano tutte e tre grandi amiche e che dopo sono inizate le gelosie e si è rovinato tutto. Rosa vede una cosa che conosce, una ragazza commossa, e la consola in modo un po’ maldestro. La Cami le appoggia la testa sulla spalla e le dice che vorebbe essere lei la sua amica, ma ha paura delle altre due. Parlano ancora un po’ e poi si separano, promettendosi di conoscersi meglio.
Dopo scuola ci troviamo in piazzetta tutte e tre e ci facciamo quattro risate, alla fine è stato un lavoro facile con la zotica del sud. Ora basta chiudere.
Il giorno dopo Rosa arriva a scuola e vede me, la Cami e la Luvi che chiaccheriamo tra noi ridendo e dandoci bacini. Lei fa un’aria confusa ma lascia perdere, non capisce e non saprebbe cosa fare, però lancia occhiate. Tanto basta, è cotta. Noi continuiamo a fare il trio e casualmente siamo sempre vicine a dove è lei, che cerca un modo per fare non sa cosa ma non lo trova. È allora che la Cami sgancia la bomba: gira di scatto la testa verso di lei e le dice “Cazzo hai da guardare cessa, con quel vestito dovresti essere ovunque tranne che qui!”.
Poi la fissiamo tutte e tre e scoppiamo a ridere, le giriamo le spalle e ce ne andiamo.
Resiste ancora una settimana, poi la prof di italiano ci dice che la nuova non sta bene e forse non tornerà.
Solo noi sappiamo perché.
Riletto entrambe le versioni. Sì, questa è più categorica e guadagna in credibilità.