Oggi compio 60 anni. Un’età per me importante, per me che ho sempre avuto fretta di crescere per capire, per me fuori sincrono in tutte le età, nato tra due mondi, il giorno di Shamain.
La strada dietro di me è tanta, la maggior parte del mio percorso è completata e da qui si riparte. Mi sono dato tempo fino a ieri per fare pace col mio passato e l’ho fatta, ho ancora tanto da sentire, vivere, capire.
Non ho una meta, la meta è il percorso stesso, quando finirà sarà il momento giusto perché finisca, in ogni caso. Grazie per avermi letto, qui un piccolo scritto che ho dedicato alla mia vita.
Lei canta spesso canzoni in strane lingue che conosce o che inventa.
Racconta storie a volte di una sola parola a volte lunghe una notte intera.
Non mi stanco mai di ascoltarla, nemmeno quando il sonno mi coglie improvviso. Allora continuo a sentirla narrare mentre sogno di lei che narra, cosicché veglia e sonno sono fatti della stessa materia.
Lei conosce dialetti misteriosi, alcuni succosi di vocali, altri irti di aspre consonanti, alcuni contengono l’afflato della vita altri aprono porte sul regno delle ombre.
Lei ruba piccoli oggetti inutili, che poi libera gettandoli da ponti e rive mentre pronuncia a fior di labbra finte formule magiche . È la sua parte bambina, che custodisce gelosamente e alla quale dà lo spazio che le necessita.
I suoi occhi non vedono da tanto, ma cammina sicura e non abbassa mai lo sguardo.
Mi svela di me cose che di me ignoro e mi fa da guida in spazi dove lei vede e io no.
E i due mondi non sono mai stati così vicini.
Molto poetico.
Come fosse la versione personale di “Ho sceso, dandoti il braccio”…
❤️
Bello, poetico, misterioso
grazie